Foto: Petar Fabijan

NENAD BAKIĆ

La Varteks deve diventare la casa di moda più innotiva della Croazia

All’inizio dello scorso anno, in concomitanza con il centenario della sua fondazione, quello che una volta era considerato il gigante dell’industria tessile, la Varteks, si è improvvisamente ritrovato sommerso dai debiti, costretto a licenziare e con un volume di vendite sempre più scarso… Praticamente sull’orlo del baratro! Oggi, il nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione è Nenad Bakić. Nella sua duplice veste di investitore e imprenditore di una certa fama, ha recentemente sorpreso tutti entrando a far parte di un settore commerciale che nessuno si aspettava: il mondo della moda…

È passato poco tempo da quando ha rilevato la Varteks, un’azienda che, nonostante vantasse una lunga tradizione e grandi competenze nella lavorazione dei tessuti, a un certo punto si era praticamente ritrovata a un passo dalla bancarotta. Quando è stata diffusa la notizia della ricapitalizzazione e di un Suo diretto coinvolgimento, è stato proprio Lei ad affermare che quella era una situazione nella quale non si sarebbe voluto mai ritrovare…

«Sì, negli ultimi anni mi sto dedicando a progetti di beneficenza e allo sviluppo dell’istruzione in Croazia non solo attraverso il movimento Croatian Makers, al momento il più grande movimento di questo tipo presnete in tutta l’UE; ecco perchè avrei preferito di più essere soltanto un investitore passivo, ma è ovvio che, possedere una quota maggioritaria, si traduca poi anche in impegno più attivo. Comunque, la compagnia era sull’orlo della bancarotta e già allora, in qualità di azionista di maggioranza, avevo accolto l’appello che invocava una ricapitalizzazione; e siccome, in pratica, non ci sono state altre manifestazioni di interesse, ho acquisito io quasi la maggioranza delle quote. A dire la verità non ero entusiasta della situazione, ma ho sentito il dovere di assumermi la responsablità non solo nei confronti dei lavoratori, ma anche nei confronti di Varaždin e di tutta la sua regione, stanchi, ormai, della morte lenta della Varteks che si protaeva già da alcuni decenni».

È noto per essere un investitore che predilige un portafoglio d’investimento che si differenzi e che metta l’accento sulle alte tecnologie. Quali sono le ragioni che l’hanno spinta, nel caso della Varteks, a non essere solo invesitore ma ad assumere il ruolo di Presidente del Consiglio di Amministrazione e di agente opearativo principale?

«È emerso, alla fine, che la compagnia si trovava in una situazione molto più grave di quella che era stata presentata al momento della ricapitalizzazione e le direzioni precedenti non erano sufficientemente dinamiche, dal punto di vista lavorativo, per farci uscire dalla crisi e proiettarci in una nuova galassia. A causa degli enormi problemi ereditati dalla precedente gestione, la Varteks può nuovamente avere successo solo se torna ad essere un’autorità incontrastata per quanto riguarda le eccellenze della qualità e del design, diventantando così allo stesso tempo anche la casa di moda più innovativa della Croazia. Alcune innovazioni che stiamo introducendo sono considerevoli anche a livello europeo. Nello stesso momento, è stato particolarmente importante cambiare il più presto possibile quella che era la cultura aziendale, il che è possibile solo ricoprendo la posizione di direttore esecutivo. È un carico al quale mi sono dovuto dedicare al 100% leggendo e studiando tanto. Il know how è oggi ampiamente diffuso in tutto, anche nella moda. Quello che conta, però, sono soprattutto la voglia e l’etica del lavoro. Oltre a competenze gestionali e imprenditoriali».

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